AFORISMI


 

La Storia è un cenotafio sulla cui lastra sta scritto:AL DIO BLASFEMO

La competizione elettorale è la continuazione del tifo sportivo con altri mezzi. 

Quanto spesso, purtroppo, la via della Ragione passa attraverso quella dello Stomaco! 

La Patria non è nient’altro che il corpo mistico dello Stato...

La vita non fa che scorrerci accanto, spesso senza che ce ne accorgiamo nemmeno: non siamo buoni neanche come guardoni.

Le idee sono i semi da cui nascono, nel fertile terreno della storia, gli alberi del bene e del male.

Quanto viene solitamente millantato come ‘Razionalismo’ non è altro che cecità etica ed intellettuale nella sua modalità più raffinata.

L’istruzione è l’equivalente umano dell’ammaestramento e della doma.

Lo Stato è l’altare su cui vengono immolate quotidianamente le vite di innumerevoli innocenti in omaggio alle più ributtanti ed atroci divinità: Dio, Democrazia, Civiltà, Libertà, Razza, Patria, il Bene Comune, i Diritti Umani, la Giustizia, ed altre simili oscenità.

La realtà, passata e presente, non è altro che violenza cristallizzata.

I "veri credenti" usano i luoghi di culto così come un soggetto affetto da dissenteria userebbe una latrina.

Le chiese, per le anime conformiste e benpensanti, non sono altro che l’equivalente spiritualizzato di una doccia corroborante.

Ogni forma di religione esistente, nella migliore delle ipotesi, non è altro che folclore.

L’uomo è simile a Dio soltanto nel fare il male.

La più profonda delle blasfemie è contenuta proprio nella Bibbia, lì dove viene imputato ad un presunto Dio la condanna al lavoro affinché l’uomo possa vivere.

Dio c’è ed è in ogni luogo, tranne che in quelli di culto…

Nella sua essenza, la vita sociale è quel complesso di stato di cose che fanno sì che tutti gli individui che la compongono vivano in un perpetuo stato di dipendenza e bisogno.

Lo Stato è una macchina destinata a creare orrori.

Le innumerevoli concezioni sull’aldilà non sono altro che significative testimonianze degli incubi sulla morte da parte dei vivi.

La proprietà privata è l’equivalente ‘umano’ della demarcazione del territorio effettuata dai predatori tramite secrezioni urinarie.

Un essere umano qualsiasi sta ad una qualunque mucca come il mercato del lavoro sta al foro boario.

Le elezioni non sono che un parere consultivo di massa sopra il quale, una volta avvenuto, tutto lo schieramento politico non fa altro che cagarci sopra.

Siamo tutti costretti a venderci per vivere, ma vivere unicamente per vendersi è una vocazione riservata a pochi eletti: soltanto essi, infatti, riescono a metterci per sopramercato, senza che nessuno glielo richieda e senza che ciò costituisca per loro il benché minimo problema, anche l’anima.

La cosidetta società ha sempre trattato gli esseri umani allo stesso modo in cui il sistema immunitario tratta un agente patogeno.

Un tempo l’arte era definita una finestra sul mondo, oggi, in compenso abbiamo la TV: una finestra sul Mercato!!!

Se la gente dovesse trattare il proprio stomaco così come tratta il proprio spirito, dovrebbe mangiare ogni giorno quintali di merda avariata.

Buona parte del cosiddetto genere umano vive sepolto vivo nel peggiore dei tuguri che esso stesso abbia mai costruito con il suo servilismo, i suoi pregiudizi, i suoi continui patteggiamenti, le sue eterne riserve mentali: la propria gretta coscienza.

Il capitalismo è quella particolare formazione storico economica che ha fatto sì che l’umano ed il sociale siano l’uno estraneo all’altro sino a renderli addirittura antitetici.

La più grande fandonia della sedicente “democrazia”?: che siamo tutti gregge e che non esistono né pastori né cani da guardia ...

Cristianesimo: il totalitarismo dal volto...divino!

Il capitalismo non è che la continuazione del sistema delle caste.

Cellula fecondata, embrione, feto, neonato, prima infanzia, seconda infanzia, pubertà, adolescenza, età adulta, maturità, terza età, vecchiaia, anzianità: l’uomo pur vivo non è altro che una sommatoria di “cadaveri”!

Il più elevato concetto attribuito a quel personaggio mitizzato che risponde al nome di Gesù Cristo, in cui mi sia capitato di imbattermi, è quello in cui viene detto che soltanto chi si farà simile ai bambini potrà entrare nel regno dei cieli: ciò prova, (ovviamente se il personaggio-mito Cristo si è mai espresso veramente in quei termini ed in un'occasione come quella che ci è descritta in quel libro anche di fiabe che è il Vangelo), che egli era indubbiamente prima ancora che una persona sensibile, un grande iniziato. Uno dei tanti comunque.

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