L'ISTITUTO GIURIDICO

DELLE CAPITOLAZIONI

 

        Il regime delle capitolazioni aveva le sue lontane origini nelle speciali concessioni che erano state fatte nei territori dell'Impero bizantino alle Repubbliche marinare italiane a decorrere dalla fine del secolo XI. Le concessioni si proponevano di garantire ai cittadini di tali Repubbliche, spesso giunti in quei territori al seguito dei crociati, una certa sicurezza ed autonomia, attraverso il riconoscimento della libertà di commercio e del diritto di avere proprie giurisdizioni nazionali. Dopo la caduta dell'Impero d'Oriente e l'insediamento dell'Impero ottomano a Costantinopoli, i privilegi tradizionali delle antiche "colonie" straniere ebbero successiva conferma da parte dei Sultani. Tale conferma fu dettata dalla necessità, mancando nei territori ottomani codici speciali per il commercio e la navigazione ed essendo la legge musulmana, basata sul Corano, inapplicabile agli stranieri, considerati "infedeli".

        Le capitolazioni garantivano agli stranieri:

 

    Le capitolazioni più antiche sono quelle di Trani (1063) e di Venezia (1079). Nella metà del secolo XII anche Pisa ottenne, dal Sultano Saladino (Salah ed-Din), molti privilegi e la facoltà di far giudicare i Pisani dai propri concittadini. Nel 1454 fra il Sultano Maometto II e il veneziano Bartolomeo Marcello fu stipulata una nuova capitolazione, la quale, confermando tutti i privilegi concessi, ne accordò di nuovi. Anche Firenze ebbe le sue capitolazioni, come pure Ancona, e queste antiche capitolazioni furono poi di modello a quelle che stipulò la Francia nel 1546 e più tardi l'Austria.

 

    Questa l'origine prima delle capitolazioni, che tanta importanza hanno avuto nella vita dei paesi orientali e nelle loro relazioni con l'Europa.

 

    In particolare, in Egitto gli italiani erano sottomessi alla giurisdizione dei propri Consoli per quanto riguardava le contestazioni civili fra italiani. In materia penale, in caso di grave delitto, venivano giudicati dalla Corte d'Assise di Ancona (e così in paese straniero giudicavano Tribunali italiani.....). Dopo la riforma emanata dal Khedive Ibrahim e la creazione dei Tribunali Misti, le contestazioni civili tra italiani e stranieri furono sottomessi alla giurisdizione di questi tribunali.

 

    Il contenuto delle capitolazioni, in Egitto, era il seguente:

 

    Erano questi i privilegi che godevano gli italiani in Egitto. Poi con la nascita del nazionalismo e la spinta del Partito Wafd, nel 1936, pochi mesi dopo la morte di re Fuad, fu firmato il Trattato Anglo Egiziano con il quale si sarebbe messo fine al regime delle Capitolazioni dopo un periodo di transizione di 12 anni. Fù così che a partire dal 1948 gli italiani residenti in Egitto, si trovarono sottomessi alla giurisdizione egiziana basata non più sul vecchio codice napoleonico, ma sulla Sharia islamica.

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