Sì, senza G8!

Perché solo in otto a dirigere il mondo?

 

è

Dal 20 al 22 luglio a Genova, si terrà la riunione annuale dei capi di stato e di governo delle 8 maggiori potenze industriali. Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Germania, Francia, Italia, Giappone e Russia discuteranno di commercio mondiale, di rapporti con i paesi "in via di sviluppo", di finanza, di ambiente, di lavoro e di occupazione, di sanità, di criminalità organizzata, di armamenti e di terrorismo.

 

Saranno i più forti ma di certo non i più giusti e democratici!

 

 

 

 

è

L’obiettivo di questo vertice dei G8, come di quelli precedenti, non è esattamente quello di superare le attuali profonde ingiustizie che a livello mondiale portano il 20% della popolazione (quella dei paesi più industrializzati) a consumare l’83% delle risorse; non è neppure quello di rimuovere le cause che, negli stessi paesi ricchi, creano ogni giorno nuove povertà, né quello di dare una diversa prospettiva di vita ai 130 milioni di migranti e rifugiati cui vengono negati i più elementari diritti; neppure la difesa dell’ambiente è tra gli obiettivi di chi continua a non rispettare gli accordi internazionali o, peggio, come gli Stati Uniti, straccia i trattati che aveva sottoscritto (protocollo di Kyoto). L’obiettivo dei G8, al di là della solita immagine di facciata presentata ai mass media, è semplicemente quello di rilanciare le politiche di un liberismo senza regole: quello che nei paesi poveri uccide ogni anno 11 milioni di bambini per denutrizione, e nei paesi ricchi distrugge lo stato sociale privatizzando i servizi (Sanità, Istruzione, ecc) ed erodendo ogni giorno i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.

 

È questa la globalizzazione che contestiamo: quella che nel produrre profitto ad ogni costo unisce tutti i cittadini del mondo solo nella povertà.

 

 

 

 

 

è

Ci opponiamo fermamente ad una globalizzazione che quando non toglie il lavoro lo rende precario e lo vincola ad ogni sorta di flessibilità.

Siamo contro un sistema che difende i paradisi fiscali e la speculazione finanziaria; deve essere introdotta una tassazione sugli spostamenti dei capitali di natura speculativa (la Tobin Tax) per porre un freno alle speculazioni e reperire risorse per i servizi sociali e le politiche di cooperazione e di solidarietà.

Siamo contrari ad un sistema che nega il diritto alla salute e uccide intere popolazioni: 900 milioni di persone non hanno possibilità di accedere ai farmaci essenziali; la vita media, che nei paesi ricchi si avvicina agli 80 anni, sta scendendo in altri paesi al di sotto dei 40 anni. La cancellazione del debito è una scelta non più rinviabile.

Combattiamo una globalizzazione che cancella il pensiero critico e le diversità e omologa al modello culturale dominante; non vogliamo una globalizzazione che saccheggia l’ambiente e le culture;

Ci opponiamo a chi specula sulla vita con il business degli organismi geneticamente modificati: è indispensabile una sospensione degli OGM ed il pieno riconoscimento del principio di precauzionalità.

Non accettiamo l’espropriazione della politica e delle istituzione democratiche da parte dell’economia e della finanza; non accettiamo il dominio dei mercati e la dittatura di poteri sovranazionali antidemocratici illegittimi: chiediamo la riforma dell’OMC, del FMI e della Banca mondiale;

Non possiamo accettare che il ricatto e la guerra vengano utilizzati per convincere i paesi restii ad accettare le ricette neoliberiste. Occorre al contrario una riduzione delle spese militari, una rinuncia alle nuove strategie di "difesa", una ridefinizione del ruolo delle Nazioni Unite e un rilancio delle iniziative di cooperazione e solidarietà.

La globalizzazione che rifiutiamo è infine quella che nega il diritto a manifestare il dissenso e annulla gli spazi di democrazia.

La globalizzazione che auspichiamo.

 

è

La globalizzazione che vogliamo deve:

privilegiare i diritti dei cittadini a quelli dei mercati;

garantire la libera circolazione delle persone e non solo dei capitali;

restituire e allargare gli spazi di democrazia e di partecipazione;

I movimenti che lottano sotto la bandiera "il mondo non è una merce"

 

 

 

è

Nella settimana dal 16 al 22 luglio 2001 Genova sarà invasa da decine di migliaia di persone: arriveranno da tutte le città italiane e, numerosissime, dal resto dell’Europa, ma anche dal Sud America e dal resto del mondo. Una pluralità di culture, una grande ed eterogeneo arcipelago di associazioni, gruppi, sindacati, forze politiche e singoli cittadini uniti nel contestare un vertice di 8 potenze che con una nuova politica coloniale vogliono decidere per tutti i paesi e per tutti i cittadini del pianeta.

Il Genoa Social Forum, un coordinamento a livello internazionale che organizza la grande mobilitazione rappresenta 730 reti, organizzazioni non governative, forze sindacali e partiti, ha programmato per quei giorni numerosi forum di discussione sui temi della globalizzazione e ha previsto tre grandi manifestazioni di massa nei giorni 19, 20, 21 luglio.

Il carattere non violento della lotta

 

è

Il Genoa Social Forum afferma: " Ribadiamo con forza il carattere pacifico e non violento delle manifestazioni e delle azioni che promuoveremo durante il vertice del G8 …………Molto si è discusso in questi giorni di violenza. Su questo noi diciamo che i riflettori devono essere puntati innanzitutto sulla violenza che il sistema economico neoliberista produce su gran parte del pianeta."

 

Le iniziative di contro informazione

 

 

 

è

Martedì 26 Giugno - Circolo Stranamore Via Bignone, 89- ore 21 Proieziome film di Ken Loach "Il pane e le rose" sulla condizione di precarietà dei lavoratori immigrati.

Giovedì 28 Giugno - Centro Sociale di Via Lequio, ore 21 Dibattito con Castagnola (economista) sulla globalizzazione Organizzato dall’Associazione "Cicale e formiche"; Cooperativa "il Ponte", Scuola per l'alternativa.

Venerdì 29 Giugno - Centro Sociale di Via Bravo ore 21 Dibattito su "Di fronte al G8: un impegno di non violenza attiva" organizzato dall’Associazione Viottoli e Comunità Cristiana di Base

Martedì 3 Luglio - Circolo Stranamore Via Bignone, 89- ore 21 Proiezione film sulla vita di Chico Mendez

Le manifestazioni

 

è

Sabato 30 Giugno manifestazione al supermercato Carrefour di Pinerolo dalle 16 alle 18

Venerdì 13 Luglio manifestazione davanti al Mc Donald’s dalle 20 alle 21

Le modalità di partecipazione alla manifestazione di Genova saranno decise appena il Genoa Social Forum farà una proposta dettagliata.

Le adesioni

al Coordinamento Pinerolese

contro il G8

 

 

è

Queste le prime adesioni al coordinamento Pinerolese:

ALP-CUB; Associazione Culturale Stranamore; A.R.C.I. Pinerolo; Cooperativa "il ponte"; Comunità Cristiana di Base di Pinerolo, Circolo PRC "L.Geymonat" del Pinerolese, Circolo Legambiente di Pinerolo; D.S. Unione territoriale del Pinerolese; FIOM-CGIL Pinerolo; Radio Becwith ; Scuola per l'alternativa; Verdi del Pinerolese.

Le associazioni che intendono aderire sono pregate di farlo urgentemente.

Partecipano al coordinamento numerose altre persone di diversa provenienza politica, sindacale, sociale.

 

 

Hosting by WebRing.