Così Gianluca Bevere presentava questa opera al pubblico italiano proprio nel primo volume di questo splendido manga:
Yukito Kishiro, nato a Tokyo il 20 marzo 1967, fin da giovanissimo dimostra una straordinaria attitudine verso il fumetto, tanto che a soli 17 anni partecipa a un concorso indetto da Shonen Sunday, vincendo il premio come miglior artista esordiente con la storia Kikai ("intenzioni misteriose"). Ma, contrariamente alle aspettative, dovranno passare ancora diversi anni prima che si dedichi in maniera professionale all'attività di ma ngaka. Kishiro continua infatti gli studi di design e solo a partire da 1988 comincerà a disegnare brevi storie per Shogakukan e Kadokawa. Quell'anno usciranno Kaiyosei ("La stella dell'oceano misterioso") e Hito ("L'uomo che vola"); l'anno successivo, invece, sarà la volta di Daimajin ("Il grande demone") e di Mirai Tokyo Head Man ("Head Man, la Tokyo del futuro"); mentre al 1990 risale l'ultima delle sue storie brevi: Uchukaizokushonendan ("Giovani pirati spaziali"). Sul finire dello stesso anno Kishiro si decide finalmente a fare il grande passo con la Shueisha, cominciando la stesura di GUNNM, il suo primo progetto di grande respiro, che approderà agli inizi del 1991 sulle pagine della rivista Business Jump.
Dietro il significato della parala "Gunnm" si cela un sofisticato gioco di parole che nasce dalla fusione dei due sostantivi inglesi "gun" e "dream" (pistola e sogno), che negli abissi giapponesi vengono indicati anche dai due ideogrammi, troneggianti in copertina, che rispettivamente si pronunciano <Jyu> e <Mu>. Da qui i tre diversi modi di leggere il titolo originale: <Gunnm> <Jyumu> e <Ganmu>. Di fronte a tale bizzarria lessicale, esplicita e divertente per un lettore nipponico ma del tutto incomprensibile per chiunque altro, i traduttori della Viz Comic - la prima casa editrice occidentale ad aver pubblicato Kishiro - decisero di eludere il problema e di ribattezzare il fumetto BATTLE ANGEL ALITA, modificando per l'occasione il nome della protagonista, che dal mascolino Gally passò al ben più dolce Alita. L'adattamento americano è poi valso per tutte le edizioni successive, diventando notissimo in tutto il mondo.
ALITA, L'ANGELO DELLA BATTAGLIA o GUNNM (che dir si voglia) si è concluso in patria con la nona raccolta nel luglio 1995, lasciando un vuoto incolmabile per centinaia di migliaia di fan sparsi in tutto il mondo. Le vicende di Alita sono infatti state tradotte con successo in mezza Europa, America, Cina e Thailandia, mentre in Giappone Kishiro è considerato uno dei più grandi talenti di narrativa fantascientifica, secondo per notorietà solo ad autori come Otomo e Shirow.
ALITA è sostanzialmente un'iperfuturistica visione della società moderna, dove tutti gli spettri del "progresso" e delle sue distorsioni confluiscono in una rielaborazione tanto viva ed estrema quanto terrificante. Il connubio uomo-macchina, narrato nelle sue pagine, vi darà l'occasione di riflettere sulla vera natura dell'uomo, perché è di umanità che parla questa storia. Dai tempi di Frankestein, o Il Moderno Prometeo di Mary Shelley, numerosi sono stati i tentativi di raccontare il mito della creazione. Numerosi sono stati gli autori che hanno narrato storie di carne e metallo, di anima e microchip e poco sembrerebbe ormai da dire a riguardo.
Yukito Kishiro, ve ne accorgerete voi stessi, vi convincerà del contrario.

(tratto dal 1° volume di ALITA articolo di GIANLUCA BEVERE)


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