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CHI?
"Si annidano, si annidano,
ci siamo annidati... nel network!"
Da: La torre della caduta libera

11 settembre 2001 - TALEBANI, PALESTINESI O...?
Chi ha colpito il cuore della moderna civiltà?
Dopo l'incredibile attentato al World Trade Center di New York, sono state fatte
pessimistiche previsioni per il futuro prossimo venturo: collasso dell'economia mondiale,
licenziamenti a tamburo battente, anarchia e violenza in molte grandi città americane
ed europee, brigantaggio, povertà. Benvenuti nel Terzo Millennio! Ma, dopo appena due
giorni, si è visto che il mondo avrebbe continuato a zoppicare per la sua strada,
riprendendosi alla meno peggio. Siamo tutti fratelli, quoi! Continua ad
impensierirci il
folle gesto dei dirottatori...
Naturalmente è molto più facile avvelenare un acquedotto o scatenare una guerra
chimica
metropolitana che dirottare contemporaneamente 4 aerei, e quindi l'attentato alle
torri si
offre quale moderno esempio di guerra, una guerra senza identificabili apparati statali
alle
spalle e in cui è importante colpire i simboli (in questo caso fallici) della potenza
nemica.
Da segnalare, tra l'altro, il massiccio ricorso alla televisione e alla guerra iconica
anche dalla
parte danneggiata: uno svenarsi mediatico, una gara idiota a chi dona più sangue. (Con la
gentile collaborazione di Mister Arafat.)
Le terribili immagini da NY continueranno ogni tanto ad affiorare
tra le nebbie del ricordo, un ricordo che assomiglia a qualcosa di ludico e che forse
concerne la
realtà cibernetica, ma che invece è il presente ed è vero. Il dramma di Manhattan dovrebbe
servirci ad aprire gli occhi e capire che viviamo in un pandemonio. Il mondo è gonfio di incognite;
ma come fare a spiegarlo ai nostri figli?

Loro sono la generazione digitale. Sono venuti su con Internet, la Playstation et
similia. Dell'universo
analogo non hanno alcuna idea. Sono abituati al collasso delle megalopoli, case che
crollano senza
rumore, implosione di grattacieli: visto già mille volte in tanti film - soprattutto
americani. Loro
conoscono bene la realtà dello schermo e la accettano quale realtà reale.
Dovremmo dunque
prenderli per mano e fare con loro una lunga, edificante passeggiata. Occorre uscire dalla
città per
vedere quanto sono alte le sue torri.
La nostra è invece una generazione che, dopo essere stata sbattuta di qua e di
là, si è ritrovata nello
stesso paesaggio che già vide i nostri giochi di bambini. Ma il paesaggio è
profondamente mutato: il
terreno rivoltato, le case rase al suolo e sostituite con grattacieli (ma intanto anche
quelli sono ruderi
bombardati); solo le nuvole sono rimaste le stesse, sebbene anch'esse abbiano ora un
aspetto a dir
poco losco. Ad ogni angolo, uomini con cavetti a spirale nell'orecchio. Benvenuti nel
Terzo Millennio!
La Costituzione americana dice che "all men are created equal", ma
gradualmente pure noi guardiamo
storto ogni persona dall'aspetto arabeggiante: dei paesi islamici abbiamo ormai l'idea di
un etno-
nazionalismo spinto agli estremi, fanatico. Con gli occhi della mente, vediamo individui
che si
allacciano intorno al corpo dell'esplosivo e, hilari animo, entrano in un
supermercato per compiere
una carneficina.
E' obiettivamente difficile, per noi, capire la mentalità di un terrorista-kamikaze: lui
va incontro alla
morte con la certezza di essere poi glorificato (ma dove? nel suo villaggio di pietre e
miseria?);
appicca il fuoco al tempio come già Erostrato millenni prima di lui.
"Che matti!" ci diciamo, scuotendo la testa. Ma sapere che la gente è matta e
che il mondo è un unico
manicomio non aiuta mica a vivere più sicuri.
Dall'altra
parte c'è l'Occidente, c'è il sistema capitalista. "La civiltà".
Ci sono i profughi che arrancano sulla neve e contro il vento, milioni e miliardi di
diseredati bellamente
ignorati dalla storia e bloccati ai confini e nelle terre di nessuno in disperata
sospensione cardanica.
Ogni tanto cadono dal cielo cadaveri. Disgraziati che si erano nascosti nel carrello di un
aereo. E'
accaduto recentemente a NY (uno o due mesi prima dell'attentato), davanti a un ristorante
trendy.
Sei lì che mangi tranquillamente la tua aragosta quando, appena oltre la vetrata, si
spiaccica un essere
umano. Un clandestino. Spruzzi di sangue e frammenti ossei dappertutto... Si trattava del
volo Londra-
New York. Nel momento in cui il pilota ha abbassato il carrello, l'uomo è scivolato giù.
Ma era spirato
già prima, stecchito in volo (ad alta quota la temperatura può raggiungere finanche i 60
gradi sotto lo
zero: niente da fare, impossibile salvarsi).
Il cielo fugge veloce tra i grattacieli. Un aereo si avvicina alla Big Apple. Il
terrorista nasconde dietro la
schiena il coltellino e sorride enigmaticamente all'assistente di volo dalle splendide
gambe e la puzza
sotto il naso. "Aspetta, aspetta puttana!" Benvenuti nel Terzo Millennio!
New York: ogni etnia se ne sta rintanata nelle sue isolette, i cinesi a Chinatown, gli
indiani a Little
India, i neri a Harlem e nel Bronx, i bianchi a Midtown Manhattan. L'"American way of
life" ha
creato un deserto spirituale e culturale con la sua fissazione per il denaro e gli oggetti
di valore, con
la pubblicità il cinema i programmi televisivi le bombe le vitamine il cibo in scatola. Henry Miller
scriveva, in Incubo ad aria condizionata:
"Why is it that in America the great works of art are all Nature's doing? There
were the skyscrapers,
to be sure, and the dams and bridges and the concrete highways. All utilitarian. Nowhere
in
America was there anything comparable to the cathedrals of Europe, the temples of Asia and
Egypt -- enduring monuments created out of faith and love and passion. No exaltation, no
fervor,
no zeal -- except to increase business, facilitate transportation,
enlarge the domain of ruthless
exploitation."
E Michael Moore (un commentatore acuto e polemico dei
nostri giorni) ha osservato, all'indomani
della tragedia, che
a) Osama bin Laden è stato addestrato dalla CIA, e
b) che in soli 8 mesi Bush è riuscito a far rinfocolare l'odio del mondo
per l'America.
"He withdraws from the Kyoto agreement, walks us out of the Durban conference on
racism, insists
on restarting the arms race -- you name it, and Baby Bush has blown it all."
(Michael Moore, Death, Downtown)
Infatti.
.....Il nostro sito è stato segnalato nel libro di Albert Borowitz
Terrorism for Self-glorification
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